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Editore e Direttore Responsabile  
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Amici, Collaboratori, Abbonati affezionati

Anch’io sono a pensare, scrivere, sconvolgere il contenuto di questo numero 139.
Il 20 Settembre, dopo aver sentito al telegiornale delle ore sette, il discorso del sovietico Primo Ministro Putin rivolto al mondo ed all’assemblea ONU, riunita per la pace nel mondo: anche Noi abbiamo l’atomica… Sopravvivremo? non lo so, resto preoccupato.
Settembre, trascorso nell’ufficio/abitazione cercando di buttare, nel cassonetto della carta, più fascicoli non più utilizzabili dove ho salvato una fattura, in data 5 Gennaio 1950, per francobolli delle colonie francesi e Russia da una ditta romana in via Torino 160 con l’I.G.E. al 5%. Me minorenne e quindi fattura indirizzata a mio padre quando frequentavo il primo liceo classico. Ero a Pescara ed il professore di italiano ci faceva ripetere una frase dell’Alcyone di d’Annunzio: «Settembre, andiamo. È tempo di migrare […]».
Settembre 1970 ero nel Palazzo di Vetro a New York e si celebrava la giornata della PACE.
A ricordo, conservo questa medaglia (1970) nella sua confezione originale (foto in copertina).
Settembre, periodo di ferie, mi reco a Riccione per salutare vecchi amici, alcuni dei quali vorrebbero far rinascere il Catalogo Enciclopedico Italiano. Saluto alcuni amici della Scaligera e vado a godermi quattro giorni di ferie a Verona. Invitato dall’ufficio stampa dell’Arena, per un’Opera: il Nabucco di Verdi. Tornando in sede, altre reminiscenze universitarie verso la fine degli anni ’50. Due anni a Londra, in Kensington, studente/operaio all’università di Cambridge. La Regina Elisabetta II iniziava a guidare il Commonwealth e, nel frattempo, ero costretto a tornare in patria per il funerale di mio fratello più giovane di me di un solo anno.
Settembre 2022 Elisabetta II muore e la Sua commemorazione la celebrerò, se ci sarò ancora, nel prossimo numero 140 di fine anno 2022. Mi limito all’articolo (pag. 28) di un amico particolare.
Vi saluto caramente, anche se sarete pochissimi a leggere questo editoriale che soddisfa me che scrivo